Il quadro giuridico delle relazioni economiche tra Italia e Senegal è fornito dall’Accordo per la Promozione e Protezione degli Investimenti (firmato nell'ottobre del 2000) e dalla Convenzione per evitare la doppia imposizione (firmata nel 1998). Negli anni successivi alla firma dei due Accordi, l’interscambio commerciale tra i due Paesi è andato aumentando costantemente, con l’eccezione di una flessione in corrispondenza dell’apice della crisi globale, come evidenziato dalla seguente tabella.
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ANNO |
2008 |
2009 |
2010 |
2011 |
2012 |
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EXPORT italiano in Senegal |
145.735.834 |
98.870.332 |
108.719.818 |
122.491.902 |
156.080.000 |
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VAR % |
+43,79 |
-32,15 |
+9,96 |
+12,67 |
+27,42 |
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IMPORTAZIONI senegalesi in Italia |
69.827.524 |
53.566.528 |
59.588.725 |
98.666.752 |
75.785.000 |
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VAR % |
-14,78 |
-23,28 |
+11,24 |
+65,58 |
-23,19 |
|
Interscambio Commerciale Bilaterale |
215.563.358 |
152.436.860 |
168.308.453 |
221.158.654 |
231.865.000 |
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VAR % |
+17,6 |
-29,28 |
+10,41 |
+31,4 |
+4,84 |
(Fonte ISTAT - valori in Euro)
Secondo i dati ISTAT e dell'Agenzia Nazionale della Statistica del Ministero dell'Economia e delle Finanze senegalese, nel 2012 l'Italia risulta al 9° posto tra i clienti ed al 12° posto tra i fornitori del Senegal.
Le esportazioni italiane in Senegal tradizionalmente riguardano: macchinari, apparecchi meccanici e relative parti di ricambio; materie plastiche e lavorati plastici; automobili, trattori, motociclette, veicoli terrestri e parti di ricambio relative. Per quanto riguarda le importazioni italiane dal Senegal, la voce principale è costituita da prodotti ittici (pesci, crostacei, molluschi), seguiti da grassi e olio animali o vegetali, pelli e cuoio.
L'imprenditoria italiana in Senegal è caratterizzata dalla presenza di piccole società miste, dedite soprattutto all'import-export nel settore dei prodotti ittici (freschi e congelati) e della loro prima trasformazione e dei materiali da costruzione. Spiccano poi alcune industrie di medie dimensioni (produzione di cloro per purificazione idrica, conceria, profilati di alluminio). Recentemente, diversi operatori economici italiani hanno avviato investimenti in biocarburanti nel Paese. Sono inoltre presenti importanti compagnie di navigazione italiane (Messina, MSC e Grimaldi), che coprono, a partire da Dakar, i traffici commerciali con la regione dell'Africa occidentale e tra l'Europa ed il sud-America.
L’Italia è inoltre tra i primi investitori in Senegal, con circa 34 milioni di Euro in IDE (Investimenti Diretti Esteri) nel 2010 e oltre 48 milioni di Euro nel 2011, secondo un trend crescente motivato dalla ricerca di nuovi mercati esteri di investimento da parte delle aziende italiane come soluzione alla crisi economica sugli abituali mercati europei ed occidentali. I settori privilegiati di investimento sono quelli dei biocarburanti, dell'agroalimentare, e dell’edilizia.
Pur se attualmente condizionate dai perduranti effetti della crisi economica mondiale, le prospettive di intensificazione dei rapporti economici commerciali bilaterali sono positive, vista la domanda di beni italiani, apprezzati, a seconda del loro prezzo, da tutte le classi sociali. Ciò appare vero tanto per i prodotti di alta qualità quanto per i prodotti di gamma non elevata, che appaiono comunque in grado di assicurare buoni margini di profitto.
L’Ambasciata d’Italia a Dakar svolge assieme alle altre Istituzioni del Sistema Italia (in particolare l’ICE e la Camera di Commercio Mista Italia-Senegal-Africa Occidentale, CISAO) un ruolo di catalizzatore e facilitatore delle relazioni commerciali, divulgando informazioni sulle opportunità di affari esistenti in Senegal; fornendo assistenza alle delegazioni di imprenditori in visita, così come alle società alla ricerca di informazioni riguardanti il mercato locale; promuovendo gli eventi fieristici locali ed in Italia; assicurando assistenza alle imprese italiane presenti in Senegal. Esempi di eventi economici e commerciali organizzati o assistiti dall’Ambasciata negli ultimi anni includono:
- La “Country Presentation” del Senegal organizzata a Roma presso il Ministero Affari Esteri in collaborazione con ICE, SACE, SIMEST e – da parte Senegalese – APIX e Ministero del Commercio Estero (luglio 2009);
- La Missione in Italia (maggio 2011) del Ministro delle Miniere, Industria, Agroalimentare e Piccole e Medie Imprese senegalese, Abdoulaye Baldé, in occasione dell’Assemblea di Confindustria e Unindustria Treviso.
- Il Forum "L'Agricoltura e le opportunità nei Paesi dell'Africa Subsahariana” organizzato dall'UNIDO in collaborazione con il Ministero Affari Esteri e con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (giugno 2011), al quale hanno partecipato rappresentanti istituzionali del Senegal e numerose Associazioni di Categoria italiane (Itagrit/Agricoma, Unacoma, Cosvap Distretto Pesca, Confagricoltura, AIA, Confindustria, CNH, Assafrica & Mediterraneo, Assitol) e SIMEST.
- Le differenti missioni e delegazioni imprenditoriali senegalesi organizzate dall'ufficio ICE di Dakar in occasione delle principali fiere commerciali o per visite a distretti industriali (SIMAC, TANNING TECH, LUCCA PROMOS).
- La consueta partecipazione di numerosi operatori commerciali italiani alla Fiera Internazionale del Commercio di Dakar (FIDAK), evento a cadenza annuale che costituisce la più grande e rilevante manifestazione fieristica commerciale del Senegal, tradizionale appuntamento molto atteso sia dagli imprenditori africani che da quelli stranieri interessati al potenziamento e allo sviluppo dei rapporti commerciali in tutta l'Africa Occidentale.
L’Italia svolge inoltre un ruolo chiave nella valorizzazione della diaspora senegalese in Italia, le cui rimesse economiche rappresentano una consistente percentuale del PIL del Senegal. Il Governo Italiano ha infatti promosso in ambito G8 la creazione del “Global Remittances Working Group” il cui obiettivo è di rendere più agevoli i trasferimenti di denaro verso i Paesi di orgine da parte dei migranti. L’Italia ha poi lanciato al Vertice G8 de L’Aquila (2009) l’iniziativa “5x5”, che si prefigge di dimezzare in 5 anni il costo medio globale di invio delle rimesse dall’attuale 10% al 5%, generando cosi’ un incremento netto del reddito dei migranti e delle loro famiglie. VISITA IL SITO WEB DEL MAE PER MAGGIORI INFORMAZIONI.
Inoltre, la Cooperazione Italiana ha avviato un importante programma di supporto alle piccole e medie imprese (PLASEPRI) mirato in particolare alla valorizzazione della diaspora senegalese in Italia quale fattore di sviluppo economico del Senegal (per ulteriori informazioni vedere pagina sulla Cooperazione allo sviluppo).
L'Italia ha infine svolto un ruolo determinante nell’alleggerimento del debito estero del Senegal, nell'ambito della ”Iniziativa HIPC rafforzata” promossa dal Club di Parigi, firmando il 4 maggio 2005 un Accordo bilaterale di cancellazione del debito estero senegalese per un totale complessivo di 52,46 milioni di euro. Con questa operazione l'Italia ha cancellato il 100% del debito senegalese, confermandosi nella categoria dei Paesi creditori più generosi. Le risorse derivanti dalle cancellazioni debitorie sono state utilizzate dal Senegal per l'attuazione delle misure previste nella propria Strategia di Riduzione della Povertà.